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Roma – Day 1

Reading time: 4 Minutes

(Galleria foto: https://www.instagram.com/p/CVJVWfpISh2/)
Salgo sul treno con le lacrime agli occhi, sono più di 6 anni che non viaggio da sola, via casa per una settimana e con gli ultimi due anni sulle spalle, l’ansia e la paura cercano di farsi spazio. Ma il treno parte e guardare le campagne toscane che sfilano dal finestrino è una terapia già abbastanza buona. In 5 ore arrivo a Roma. Mi rifiuto di cedere alla pigrizia del taxi e prendo l’autobus, 910 fermata 22, 100 metri e sono arrivata alla Maison Flaminio, grazioso B&B di 5 stanze al quarto piano di un palazzo signorile dei Parioli. La signora che lo gestisce è gentilissima e in 5 minuti mi ha già detto tutto quello che devo sapere dei dintorni. Prendo possesso della camera, svuoto la valigia, sposto i mobili e la rendo un po’ più “mia”, collego il PC e, così per sfizio, guardo se il tutto esaurito per la “masterclass” con Johnny Depp ci ha ripensato… Ebbene sì! Mi apparecchio con la prima di tante mise totalmente fuori dal mio classico, appositamente studiate per questa missione di lancio biglietti da visita che sarà sta settimana ed esco. Devo andare a ritirare l’accredito sennò non posso fare un cazzo. Cammino fino all’Auditorium Parco della Musica, ora Ennio Morricone, che mi dicono architettato da Renzo Piano, perché ci dobbiamo sempre far riconoscere noi genovesi. Ritirato il kit di benvenuto comprensivo pure di borraccia di metallo brandizzata (me cojoni!), volo su un taxi xk non ho la più pallida idea di come arrivare all’Auditorium Conciliazione e il tempo stringe… Che poi mica tanto! Da che doveva iniziare alle 19, ci fanno entrare alle 19 e 30, dopo molteplici consultazioni dei vari buttafuori mandati totalmente in merda dall’arcobaleno di accrediti che cmq sucano ed entrano dopo il pubblico di profani paganti. C’è pure lui, il fenomeno, carabiniere in borghese che porta la bimba a vedere Johnny Depp, che non si sa come ha l’accredito come il mio, che a una certa esce il distintivo xk “vedi che ci dovete fare avanzare perché siamo troppo ammassati e non c’è il rispetto del distanziamento”… Solo x entrare prima… Che poi quando non se lo sono cagato di pezza ha sentito ovviamente l’urgenza di fare un video in diretta per denunziare l’ingiustizia… -_- vbb!

Tra che si entra, si siedono tutte le 1500 persone e si inizia sono le 20:30. Quando arriva Johnny è il delirio, gente che sbragia, gente che cerca di raggiungerlo con la rincorsa, coi bodyguard che le mietono in stile “escono dalle fottute pareti”. Ma lui poeretto è contento, risponde a tutti, saluta tutti e soprattutto se arriva un bambino non c’è cristo che tenga, faranno una foto insieme. Raggiunge il palco e dopo baci e abbracci con i produttori di “Puffins”, cartone animato per neonati con protagoniste una serie di pulcinelle di mare, a una delle quali il buon Johnny “presta la voce”, ma ora ci arriviamo, finalmente si inizia!

Il moderatore fa partire un reel con tutti i ruoli di Johnny… Eh niente non si sente un cazzo perché a ogni nuovo personaggio partono gli ululati della sala. Il contegno non esiste per questa gente, non importa l’età, lo stato sociale, il fatto che magari lui sta cercando di formulare una frase di senso compiuto con fatica, naaa… il 95% delle vagine in sala (che erano il 95% della gente in sala) non ha smesso di urlare a cazzo di cane per tutta la durata dell’evento, compresa la “giornalista” milfona accanto a me -_-
E lui come sta? Eh, probabilmente è stato meglio! Lasciando stare la pancetta e un leggero sbiascico, il povero Johnny ha avuto davvero un anno di merda, e si vede! L’ho visto un sacco umile, un po’ giullare triste, ma ogni volta che qualche vulvetta urlante lo interrompeva dicendo “Johnny ti amo” e simili, lui si fermava, guardava da dove arrivava la voce, ringraziava e rispondeva “Anch’io”. Mi ha fatto un po’ male vederlo così, il colpo di grazia sicuramente è arrivato quando hanno fatto vedere uno sneak-peak di Puffins…
Io boh, ci sta che non ho figli piccoli e quindi non capisco magari, però parlano a versi, come facevano in Pingu, e quindi mi chiedo: Johnny perché?!? E lui spiega di aver pensato ai suoi figli, a quei momenti in cui per calmare un bimbo si ricorre a facce e versi buffi e così ha costruito il personaggio. Però boh… Solo a me sa di disperazione?
Soddisfazione invece, quando nel parlare di quali fossero i suoi ruoli preferiti è andato a pescare Cry Baby (1990), ruolo che lo “salvò” da un contratto di 7 anni per una serie (penso 21 Jump Street) che si era maledetto per aver firmato, oltre che averlo fatto sentire con “un piede nella porta” del mestiere dell’attore. E il secondo piede è arrivato subito dopo, con Edward mani di forbice… Comunque, il perché l’abbiano chiamata Masterclass sta cosa non mi è molto chiaro!

L’evento finisce, di nuovo vedo ragazzine prendere la rincorsa per venire prese di peso dai bodyguard mentre trascinano fuori Johnny, fuori pure c’è la folla dei curiosi e rido fortissimo vedendo delle ragazzine venire trollate dal sosia, nemmeno ufficiale. Sono le 21:30 passate, sono sveglia dalle 7 per prendere i biglietti per l’incontro con Tarantino del 19, con viaggio della speranza nel mezzo, sono stanca e ho fame. In zona è tutto preso d’assalto, quindi cedo di nuovo alla pigrizia, prendo un taxi e mi faccio mollare in Piazzale Ponte Milvio, almeno sono abbastanza vicina al B&B.
Sirene non ne vedo, però ci sono dei baretti carucci, guardo i menù e scelgo il Roma Beer Company, dico sto leggera mi faccio una tartare di fassona e due patatine fritte così per gradire, mi arriva una tartare di dimensioni ragguardevoli, con sopra una burrata intera e un secchio di patatine fritte affianco…
Che dire? Ben giocato!
Finalmente torno al B&B, non riesco manco a finire di vedermi l’ultima puntata di SNL che crollo male.

Domani è un altro giorno… Domani c’è Zero!