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Roma – Day 3 (Tarantino Day!)

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(Foto e video Gallery su https://www.instagram.com/charlie_curtis/)

Il terzo giorno a Roma posso dire di averlo praticamente dedicato tutto al maestro. E meno male che ieri sera mi è venuto lo scrupolo di provare a vedere se si era liberato un posto alla conferenza stampa perché così me lo sono potuta godere proprio da vicino.

La conferenza è alle 13 quindi la mattina ho tempo di alzarmi con calma e mettermi a scrivere, che lo sapevo che sto reportage diventava ‘na mezza malattia ma quando una ha il pallino di scrivere ci si può fare poco. Mi porto la colazione in camera e srotolo la seconda giornata. Imparata la lezione del giorno prima, mi concio più leggera e per le 12:45 sono in auditorium, c’è ovviamente fermento nell’aria ma se non altro si riesce a entrare puntuali.

Senza troppe menate, fa il suo ingresso Quentin Tarantino… E niente mi sento come una fan girl, c’ho pure la lacrimuccia e continuo a non realizzare che non ci sia uno schermo che ci separa, sta proprio lì, a tipo 5/6 metri da me e per quanto non sia un bell’uomo, è veramente un figo! La conferenza è super interessante, lui parla veloce ma mi è facile capirlo, racconta un sacco di cose interessanti, sul suo processo di scrittura, sul suo amore per il cinema e del suo libro “C’era una volta ad Hollywood” che amplia l’universo esposto nel suo ultimo film.

Quentin è abbastanza un omone, con quel mento a punta che lo contraddistingue e la parlata losangelina. Mi colpisce molto l’acutezza della sua dialettica, l’entusiasmo nei suoi racconti e la sincera onestà con cui riflette sulle domande che gli vengono poste. Ringraziando iddio, non parla del tanto temuto ritiro, semplicemente dice che non sa quale sarà il suo prossimo film. Finite le domande vengo colta impreparata dall’orda di giovani che si fiondano dal palco x un autografo… Ma lui se ne sta e quindi mi butto anche io nella bolgia ma fallisco miseramente l’impresa. Ero talmente estasiata dalla visione e dall’ascolto che non ho proprio preso in considerazione la possibilità.

Esco di lì che sto un po’ galleggiando, che esperienza!!! Mi fermo lì nel Village della Festa del Cinema a mangiare un panino con la porchetta d’Ariccia (bbona!). Chiacchiero con una coppia, lui attore, lei bellissima, entrambi romani molto ciarlieri e simpatici. Sono le prime persone con cui ho occasione di conversare da quando sono qui, fare networking non è facile come speravo.

Ho circa 3/4 ore prima dell’evento di stasera, ma non ho idea di cosa fare. Avevo pensato di visitare il BioParco ma, tempo che arrivo là, mi dicono che non ne vale la pena xk x le 17 iniziano a chiudere tutto, la visita dura circa 3 ore e sono già le 15:45. 10 € di taxi buttati via -_-. Vbb, ho capito si torna in albergo. Ma già che ho tempo di cazzeggiare decido di capire come funzionano i monopattini. Roma è disseminata di sti monopattini elettrici, di almeno 6/7 brand diversi minimo, che tramite app uno può prendere e lasciare dove vuole. Più o meno le tariffe sono di 1€ alla partenza più 0,25 cent al minuto. E proviamolo!

Ehm… No… Faccio veramente cagare sul monopattino: dopo il quarto d’ora che ci impiego per capire come minchia si usa, nei 600 m o poco più in cui lo uso riesco a farmi quasi investire appena partita, ammazzarmi in una buca e capire che non sono davvero più capace ad andarci. Spendo 2,75 € per sta cazzata, abbandono il monopattino e prendo il bus.

Quasi arrivata al B&B mi chiama la Simi dal Canada e mi tiene compagnia fino a che è ora di prepararmi di nuovo per uscire.

Come da programma, stase sfoggio la mia mise più studiata. Vado a godermi di nuovo il Red Carpet, l’auditorium a sto giro è super gremito.

Verso le 19:30, sulle note incalzanti di “Don’t let me be misunderstood”, finalmente arriva Quentin sul Red Carpet, accompagnato dalla bellissima moglie Daniela Pick , lui in full black, lei in bianco. Ora, il famoso brano di Santa Esmeralda, parte integrante della colonna sonora del primo Kill Bill, dura circa 10 minuti, e gli ci vogliono tutti per percorrere tutto il tappeto rosso e arrivare sotto la Cavea dove sono io. Nel mentre è stato fermato da una miriade di giornalisti e quando arriva ai fotografi non ce ne ha più voglia, fa una piroetta e insiste per entrare, pure lui lo sa che ci han fatto aspettare abbastanza!

A sto giro sono di nuovo in galleria ma sull’estrema destra del teatro e per fortuna non in prima fila, la visuale non è male sul palco, un po’ meno sullo schermo, dove passeranno una serie di clip tratti dai suoi capolavori. Le domande sono per fortuna diverse da quelle del mattino, quindi un sacco di altre cose interessanti, come il racconto diretto di quando Leonardo DiCaprio si ferí la mano sul set di Django ma continuo comunque a recitare. Commovente anche la reminiscenza sulla collaborazione col compianto Ennio Morricone. A sorpresa invece, poco prima della premiazione, un video di congratulazioni con gli interventi di Samuel L. Jackson, John Travolta e Christoph Waltz.

A consegnare a Quentin il premio alla carriera, c’è Dario Argento, e tra i due è difficile capire chi si sente più onorato dell’altro, in questo scambio.

E anche questo sogno a occhi aperti, termina.

Uscendo me la sto un po’ pescando e quasi urto una tipa super tirata in abito da gran sera… Poi tardi scopro che era Valeria Marini, non l’avrei riconosciuta mai da com’è conciata.

Prendo del sushi a portar via e mi ritiro nei miei alloggi, domani liberi tutti e si va a scoprire un altro po’ di Roma.